Riceviamo e pubblichiamo:
Il CASM – Coordinamento regionale delle Associazioni che si occupano di promozione e tutela della salute mentale in età evolutiva e in età adulta, ETS di secondo livello, cui aderiscono 33 organizzazioni (OdV, APS, Fondazioni, Associazioni locali di rilievo nazionale e Cooperative), operanti in tutte e cinque le province della regione – interpella tutti gli organismi istituzionali competenti ed in particolare il Comune capofila dell’ATS di Catanzaro, denunciando, con profondo rammarico e seria preoccupazione, che il Consiglio comunale, tenutosi in data 26 gennaio c.m., si è concluso senza esito alcuno, sebbene convocato con il seguente odg: ”Politiche di sostegno a famiglie enti e associazioni del terzo settore messe in atto dall’Amministrazione comunale; problematiche relative alla restituzione dei fondi Legge 12/06/20 16 n. 112 ed iniziative conseguenti da assumere, linee d’indirizzo in ordine ai Provvedimenti da adottare da parte degli organi comunali competenti”.
Dagli interventi di alcuni consiglieri comunali, ma anche dalla relazione dell’Assessore Nunzio Belcaro, è emerso quanto segnala da tempo il CASM con rigore tecnico e spirito di leale collaborazione: il quadro critico di gestione nel settore del servizio politiche socio-sanitarie
Ovvero che:
1) sono imputabili ad un inefficiente o impreparato sistema di governance le cause della restituzione di circa 404.000 euro alla Regione di risorse del Fondo Dopo di Noi, destinate per le annualità 2016 e 2018, dalla programmazione regionale con DGR 296/2017, ad interventi di ristrutturazione di alloggi di persone con disabilità grave prive del sostegno familiare o creazione di nuove strutture abitative idonee;
2) non esiste una chiara ricostruzione delle responsabilità di quanto accaduto. Ciò denota la mancanza di un piano di azione e programmazione delle attività del Settore dei Servizi Sociali, necessario per evitare il ripetersi di tali situazioni, ossia l’inesistenza di un modello organizzativo omogeneo per i servizi e gli interventi previsti nell’ambito sociale e socio sanitario;
3) permane un ostinato rifiuto ad attivare pratiche di amministrazione condivisa, ovvero procedure di co-programmazione e di co-progettazione con gli Enti del Terzo settore, e di adottare modelli organizzativi omogenei e funzionali all’integrazione del comparto sociale con quello sociosanitario e con quello socioeducativo, in ordine alla costruzione di un sistema di welfare effettivamente cross-settoriale, cross-servizi e cross-disciplinare;
4) sussiste una mancanza di risposte operative chiare sia in termini di governance sociale sia in termini di tutela effettiva dei diritti delle persone e delle famiglie in condizioni di fragilità e complessità, giacendo inesitate da anni le loro richieste di attivazione di progetti di vita.
Questi temi – sollevati dai soli consiglieri comunali, essendo stata negata l’audizione richiesta dagli Enti del Terzo Settore – non costituiscono un dibattito politico astratto, ma riguardano direttamente la qualità dei servizi e la vita delle persone più vulnerabili.
Nel convocato Consiglio comunale, seppure richiesto dai consiglieri comunali (prof. Avv. Valerio Donato e avv. Antonello Talerico) intervenuti a sostegno dei diritti degli ETS presenti non è stata assunta alcuna decisione sostanziale, non sono state adottate misure operative idonee a correggere immediatamente le sollevate criticità nella gestione delle risorse; non sono state definite le procedure di co-programmazione e co-progettazione con gli ETS come stabilito dalle Linee guida sul rapporto tra Pubbliche Amministrazioni ed ETS negli artt. 55-57 del D.Lgs. 117/2017.
Ma soprattutto la maggioranza politica, che attualmente governa il Comune di Catanzaro, non ha assunto la responsabilità di avviare un processo di programmazione realmente trasparente o di ridefinire strumenti di governance capaci di assicurare integrazione e partecipazione, per garantire risposte effettive ai bisogni della comunità.
L’esito della seduta conferma che l’attuale sistema di programmazione e gestione delle politiche sociali dell’Ambito presenta gravi debolezze strutturali, che espongono l’Amministrazione ma in particolare le persone con disabilità aventi diritto al rischio di ulteriore perdita di risorse pubbliche.
Già nel 2023 il CASM ha presentato all’Assessorato dei Servizi Sociali una proposta organica per l’istituzione di un Osservatorio Permanente per il Benessere Mentale (BeMe), quale organismo del Piano di Zona con funzioni di studio, ricerca e supporto alla programmazione. Tale percorso, avviato in sede istituzionale, è stato interrotto a seguito delle dimissioni dell’allora Assessore pro-tempore.
Oggi, nel nuovo Piano nazionale per gli interventi e servizi sociali 2024-2026 è chiaramente scritto che “assume rilievo la costruzione di una base conoscitiva condivisa tra i diversi attori, promuovendo la costituzione di osservatori per la conoscenza del territorio e dei fenomeni sociali di comune interesse, la diffusione dei dati e delle informazioni, il miglioramento complessivo della capacità di intervento e azione di tutti i soggetti interessati, anche sul piano della programmazione (Piani sociali di zona e Piani regionali delle politiche sociali), che resta funzione essenziale per la corretta implementazione dei sistemi territoriali di interventi e servizi sociali”.
L’aumento del disagio psicologico, della crescente complessità dei bisogni e le criticità emerse nella gestione delle risorse, impone l’istituzione di un Osservatorio permanente per rilevare l’insieme dei bisogni complessi cui il Piano di Zona è chiamato a dare risposta.
Il CASM, con spirito costruttivo ma altrettanta fermezza, chiede che l’Amministrazione Comunale fornisca risposte chiare e documentate sui seguenti punti essenziali:
ü Trasparenza sulle risorse regionali e sui Fondi “Dopo di Noi”: come sono state utilizzate le risorse del Fondo Dopo di Noi erogate per l’annualità 2017 all’Ambito Territoriale di Catanzaro, dalla Regione con Decreto Dirigenziale n. 12278 del 24.11.2020, ovvero quali interventi sono stati effettivamente realizzati con la somma complessiva di € 110.464,35. Inoltre, dove sono allocate e quale programmazione è in atto per le risorse del Fondo Dopo di Noi erogate dallA Regione Calabria per le annualità dal 2019 al 2023;
ü Integrazione sociosanitaria: quali azioni concrete sono previste per avviare e garantire una reale integrazione tra servizi sociali e sanitari, in particolare nell’area della salute mentale e della disabilità complessa.
ü Governance e Gruppo di Piano: adozione di una governance di amministrazione condivisa e istituzione del Gruppo di Piano previsto all’interno dell’Ufficio di Piano, come organo stabile per avviare percorsi strutturati di co-programmazione con gli Enti del Terzo Settore ai sensi dell’art. 55 del Codice del Terzo Settore.
ü Avvio del processo di redazione, in amministrazione condivisa, di un nuovo piano di zona: l’attuale piano di zona 2021-2023 non è realistico come strumento di programmazione nell’ambito sociosanitario.
ü Rilevazione dei bisogni: quali strumenti si intendono adottare per la rilevazione sistematica dei bisogni territoriali e la mappatura dei servizi sociali;
ü Punto Unico di Accesso (PUA): nel Piano Nazionale non Autosufficienza 2022-2024, per effetto del comma 163 nella L. 234/2021, è stabilito che “Il Servizio sanitario nazionale e gli ATS garantiscono, mediante le risorse umane e strumentali di rispettiva competenza, alle persone in condizioni di non autosufficienza l’accesso ai servizi sociali e ai servizi sociosanitari attraverso punti unici di accesso (PUA)”. Nel piano nazionale interventi e servizi sociali 2024-2026 è previsto l’obbligo di istituire il PUA come primo luogo dell’accoglienza sociale e sociosanitaria: porta di accesso alla rete dei servizi e delle risorse territoriali e modalità organizzativa dei servizi di accoglienza e orientamento tra Comune/ATS e Distretto ASL, istituita per garantire pari opportunità d’accesso alle informazioni e ai servizi sociali e sociosanitari, a coloro che ne abbiano necessità.
Nell’ottica della necessaria integrazione sociosanitaria, sarebbe opportuno che il P.U.A. attualmente operante presso il Distretto gestito dall’ASP di Catanzaro, sia formalmente inserito nel sistema del Piano di Zona e gestito in forma integrata tra Comune capofila e l’ASP, assicurandone il collegamento funzionale con l’Ufficio di Piano e con i servizi sociali comunali, come previsto dalla normativa sull’integrazione sociosanitaria, per garantire agli utenti risposte unitarie, integrate e tempestive;
ü Istituzione della cartella sociale informatizzata: è uno strumento essenziale, che, secondo il citato piano nazionale interventi e servizi sociali 2024-2026, risponde a necessità e obblighi professionali, organizzativi, rendicontativi, e svolge un ruolo centrale per consentire la documentazione dei percorsi e la digitalizzazione dei dati di area sociale e gestire l’intero percorso socioassistenziale dei beneficiari/destinatari delle prestazioni professionali, degli interventi e dei servizi sociali. Al suo interno devono essere contenuti dati strutturati e documenti, relativamente sia alla persona per la quale è attivato il progetto sia alla rete di relazioni, afferenti ad ogni fase del percorso socioassistenziale in cui si articolano i servizi erogati ai cittadini, tracciando la fase di accesso e orientamento, la raccolta delle informazioni e la valutazione delle richieste, dei bisogni e delle risorse, la progettazione degli interventi e la loro attivazione la valutazione in itinere e finale e la conclusione della presa in carico. Nella prevista Piattaforma Digitale Nazionale Dati (PDND)il coordinamento con lo sviluppo della Cartella sociale informatizzata porterà alla realizzazione del Fascicolo Sociale e lavorativo del cittadino che, mediante l’interoperabilità dei sistemi informativi, garantirebbe la consultazione tramite un unico punto di accesso a tutti i dati relativi alle prestazioni sociali di un individuo, restituendo un quadro informativo completo e aggiornato sul cittadino e il relativo nucleo familiare.
Il CASM ribadisce la propria piena disponibilità a collaborare, mettendo a disposizione competenze scientifiche e tecniche. Il Terzo Settore non è un partner accessorio ma istituzionale riconosciuto dalla legge. La co-programmazione, la co-progettazione e le forme evolute di co-gestione costituiscono obblighi giuridici, non opzioni discrezionali.
Per tali ragioni, si chiede formalmente che, entro trenta giorni, il Comune di Catanzaro proceda a:
1. avviare le procedure per l’istituzione del nuovo Gruppo di Piano e l’elaborazione del nuovo piano di zona;
2. attivare le procedure di amministrazione condivisa attraverso gli strumenti di co-programmazione, co-progettazione e cogestione con gli ETS;
3. individuare le procedure e gli strumenti per la rilevazione e l’analisi dei bisogni;
4. promuovere l’istituzione dell’Osservatorio Permanente per il Benessere Mentale e dei Bisogni Complessi;
5. realizzare le misure organizzative per l’integrazione sociosanitaria.
In mancanza di atti concreti, il CASM sarà costretto ad invocare l’attivazione dei poteri sostitutivi previsti dalle vigenti disposizioni in materia, a tutela dell’interesse pubblico e dei diritti delle persone più fragili.
Il richiamato piano nazionale interventi e servizi sociali 2024-2026, difatti, prevede espressamente “…considerata la necessità di tutelare i diritti dei cittadini, soddisfare il diritto soggettivo a beneficiare delle prestazioni previste dalla legge e garantire una risposta tempestiva ai bisogni delle persone, nei casi di perdurante inerzia e mancato rispetto delle previsioni normative relative all’attuazione dei LEPS, non si esclude il ricorso all’esercizio dei poteri sostitutivi nei modi e nelle forme previste dal nostro ordinamento”. Catanzaro necessita di una governance sociale trasparente, competente e realmente partecipata.
La Presidente CASM
avv. Rita Ciciarello




