L’Istituto Italiano sulla Donazione presenta l’8° rapporto annuale

A Milano la presentazione della fotografia annuale di IID nel rapporto “Noi doniamo” 2025, in vista del decennale del Giorno del dono. L’indagine si sofferma anche sul profilo e il comportamento dei giovani donatori. Presentato il il programma della Capitale Italiana del Dono 2025, realizzato in collaborazione con il Csv Irpinia Sannio

La fotografia annuale del dono in Italia – scattata dall’Osservatorio sul dono dell’Istituto Italiano della Donazione (IID) – mostra quanto il desiderio di donare degli italiani sia tenace se incoraggiato e promosso, soprattutto tra i giovani.

Dopo gli anni segnati dal Covid-19, l’8° rapporto annuale “Noi doniamo” mostra una lenta ma costante ripresa della volontà di donare e donarsi agli altri e alla comunità. L’indagine è stata presentata oggi – 24 settembre a Milano (qui il video) – in vista del Giorno del Dono 2025, che quest’anno celebra il primo decennale dalla sua istituzione. Alla presentazione sono intervenuti Ivan Nissoli, presidente IID; Daniele Pedrazzi, responsabile BPER Bene Comune; Vanessa Pallucchi, portavoce Forum Nazionale Terzo Settore; Chiara Tommasini, presidente CSVnet; Raffaele Amore, presidente CESVOLAB; Cinzia Di Stasio, direttrice IID; Paolo Anselmi, presidente Walden Lab; Barbara Martinelli, Eumetra; Valeria Reda, senior research manager Doxa, Resp. Italiani Solidali; Sabrina Stoppiello, responsabile Censimento Permanente delle istituzioni non profit Istat.

Il rapporto indaga lo stato dell’arte delle tre dimensioni del dono nel 2024 – denaro, tempo e competenze (il volontariato) e biologica, misurando le pratiche e la propensione al dono delle persone residenti in Italia (+14 anni), con dati generali accompagnati da approfondimenti tematici affidati ad esperti e centri di ricerca.

L’Osservatorio sul dono è sostenuto per il secondo anno da BPER Banca. Sono inoltre partner del progetto ASSIF, Caritas Italiana, Centro Nazionale Sangue, Centro Nazionale Trapianti, CMW, Doxa, Eumetra, Istat, Scuola di Fundraising di Roma, Walden Lab.

L’analisi utilizza diverse fonti. Grazie all’Indagine sulle Raccolte Fondi dell’IID, arrivata alla sua XXIII edizione, viene tracciata una fotografia approfondita delle raccolte fondi del non profit, mentre il donatore è al centro dell’indagine Doxa “Italiani solidali”, realizzata su un campione di 2000 individui attraverso interviste quantitative in profondità. Il contesto di riferimento viene analizzato grazie al contributo Istat “Aspetti della vita quotidiana” (AVQ) condotta su un campione di 20.000 famiglie e 50.000 cittadini. Infine, partendo dall’Italy Giving Report di Vita Non Profit Magazine, “Noi doniamo” esplora il valore delle donazioni complessive da privati cittadini nell’ultimo anno fiscale disponibile, il 2022.

DONAZIONI ECONOMICHE

Venendo ai dati, nel 2024 (dati Istat) il numero di italiani con più di 14 anni che hanno donato denaro ad un’associazione almeno una volta nell’ultimo anno è aumentato di 0,6 punti percentuali, attestandosi all’11,6% (era l’11% nel 2023), pari a 6.021.000 di donatori in ItaliaL’Italy Giving Report del magazine Vita, che si basa sulle dichiarazioni dei redditi 2023 riferite all’anno di imposta 2022, registra un aumento delle donazioni del 9,83% per un totale di quasi 7 miliardi e mezzo di euro donati. L’analisi di Doxa registra invece una diminuzione delle donazioni informali nel 2024 pari a un decremento di 5 punti percentuali della quota di coloro che, nei 12 mesi precedenti, hanno effettuato almeno una donazione informale, passando da 55% al 50%: solo un italiano su due ha donato in modo informale nel 2024.

Per quanto riguarda il profilo di chi dona, si può dire che all’aumentare dell’età, aumenta il numero di donatori. I dati Istat mostrano infatti che la percentuale più alta di donatori in Italia, il 15,6%, ha un’età compresa fra i 65 e i 74 anni, seguita rispettivamente dai 55-59enni (13,9%), dai 45-54enni (13,8%) e dai 60-64enni (13,3%). Parallelamente, la propensione a donare diminuisce con l’abbassarsi dell’età. Si evidenzia poi un leggero sorpasso delle donne rispetto agli uomini: le donatrici sono l’11,9% della popolazione femminile, contro l’11,2% degli uomini, su un dato nazionale di 11,6%. Un risultato confermato anche dai dati Doxa che evidenziano una prevalenza di donne rispetto agli uomini sia per le donazioni informali (57% donne, 43% uomini) che per quelle formali (56% donne, 44% uomini). Relativamente al titolo di studio, la quota maggioritaria è rappresentata da laureati (23,7%), in crescita rispetto al 22,8% del 2023), seguiti da chi ha conseguito un diploma di scuola superiore (12,2% rispetto al 12,1% dell’anno precedente), la licenza di scuola media (6,2% in confronto al 5,5% del 2023) e la licenza elementare o nessun titolo di studio (5,8% rispetto al 4,9% dell’anno precedente). Sempre in base ai dati Istat, il Nord registra il 14,1% di donatori, rispetto a un dato nazionale dell’11,6% (il 13,7% nel Nord-ovest, 14,5% nel Nord-est), a seguire il Centro con il 13,6%, chiudono la classifica il Sud (7%) e le Isole (6,7%). Il Trentino-Alto Adige resta la regione con la quota più alta di donatori rispetto alla totalità dei residenti, con il 22,6%. 

Raccolte fondi da parte delle associazioni

I risultati del monitoraggio sulle raccolte fondi realizzato da IID nel 2024 confermano una situazione di stabilità rispetto all’anno precedente, seppur con piccoli margini di crescita negli ultimi due anni: il 41% del campione ha registrato un incremento di entrate totali (38% nel 2023); il 19% denuncia un decremento (24% nel 2023) e il 40% conferma una sostanziale stabilità (38% nel 2023). La fonte di maggiori entrate nella raccolta fondi da individui è l’erogazione liberale da persone fisiche (63%), seguita da un minore impatto del 5×1000 (36% vs il 39% del 2023). In lieve miglioramento rispetto all’anno precedente le entrate provenienti da aziende: il 31% registra un aumento (27% nel 2023). Ma forse il dato più significativo è il 63% (vs 59% del 2023) di enti che dichiara di non avere entrate di raccolta fondi da aziende.

Guardando gli strumenti di raccolta fondi si evidenzia un sostanziale ritorno alla predilizione per iniziative in presenza (come banchetti o eventi di piazza). Gli strumenti digitali per raccogliere fondi (non solo iniziative in presenza ma in generale) sono utilizzati dal 49% del campione, in crescita del 7% rispetto al 2023; tra questi il 70% raccoglie tramite bonifico bancario online, seguito dalle piattaforme di pagamento digitali per il 44%, dal POS per il 29% e dalla carta di credito per il 22%.

La ripresa del volontariato

Il rapporto riprende anche i dati Istat che mostrano, nel 2024, una crescita sostanziale delle persone che svolgono attività gratuite in associazioni di volontariato, passando dal 7,8% all’8,4%. In lieve aumento anche il numero di coloro che svolgono attività in associazioni non di volontariato, che passano dal 2,4% del 2023 al 2,7% del 2024, lo stesso livello di impegno che era stato registrato nel 2022.

In numeri assoluti abbiamo 4.346.000 persone (311.000 in più rispetto al 2023) che fanno volontariato in associazioni di volontariato, da sommarsi a 1.388.000 persone che svolgono attività in associazioni non di volontariato.

Le persone che svolgono attività gratuite in associazioni di volontariato vedono la quota più alta fra i giovani nella fascia 18-19 anni (10,1%), seguita poi da quella 65-74 anni (9,9%, in crescita di 0,2%), 44-54 anni (9,5%), 60-64 anni (9,2%), 20-24 anni (9%), 35-44 e 55-59 anni (entrambi all’8,4%), 14-17 anni (6,5%) e over 75 (5,1%). Meno marcate le differenze di età fra chi svolge attività gratuite in associazioni non di volontariato.

Si evidenzia inoltre la preminenza delle donne rispetto agli uomini fino ai 65 anni, per poi invertire la rotta. Interessante notare che il maggiore stacco in assoluto è dato dalla fascia 18-19 anni, dove le ragazze staccano di 4,3 punti percentuali i ragazzi: 12,2 contro 7,9. Negli anni a seguire, la percentuale femminile oscilla leggermente ma rimane sempre in linea o superiore al dato nazionale fino al settantaquattresimo anno d’età.

I GIOVANI (14-35 anni) E IL DONO

Dai dati Istat emerge chiaramente come la propensione alla donazione economica aumenti con l’aumentare dell’età; infatti, la fascia dei giovani (14-35enni) dona meno rispetto alle altre, sicuramente a causa di una inferiore disponibilità economica. In valori assoluti, i giovani che donano sono 773.000 e rappresentano il 12,8% dei donatori totali; di questi 355.000 sono maschi, 417.000 femmine. Per quanto riguarda il volontariato in associazioni di volontariato, gli under 35 superano il milione di persone, arrivando a 1.031.000, di cui 53,4% sono femmine e 46% maschi. Se sommiamo i giovani della stessa fascia d’età che fanno attività in associazioni non di volontariato (368.000), arriviamo a 1 milione 400 mila giovani volontari. Nella fascia dei giovanissimi i ragazzi che donano aumentano di 14.000 unità, passando da 76.000 del 2023 a 90.000 del 2024 (pari all’1,5% sul totale). Guardando al volontariato, la fascia dei giovanissimi 14-17 anni registra un aumento di 42.000 unità, passando da 231.000 del 2023 a 273.000 nel 2024, rispettivamente il 5,7 % sul totale dei volontari nel 2023 contro il 6,3% del 2024.

Paolo Anselmi (Walden Lab) e Barbara Martinelli (Eumetra), nel capitolo “I giovani e il dono: le peculiarità a livello di comportamenti e atteggiamenti” hanno evidenziato la maggiore tendenza degli under 35 a cambiare di anno in anno le organizzazioni da sostenere economicamente, scelte soprattutto in base alla causa. Tra quelle “preferite” ci sono: la difesa dei diritti civili e la pace, l’ambiente, la protezione degli animali e la tutela del patrimonio artistico.

Francesco Spagnolo, nel suo contributo “Il volontariato giovanile nel mondo Caritas” fa emergere invece come la spinta a fare volontariato derivi spesso da una esperienza diretta attraverso l’attività in parrocchia o il servizio civile, che rappresenta una porta d’accesso privilegiata.

Il rapporto conta inoltre sui contributi tematici di: Valeria Reda – Senior Research Manager Doxa, Resp. Italiani Solidali; Sabrina Stoppiello e Mauro Caramaschi – Istat, Direzione centrale per le statistiche economiche; Letizia Bucalo Vita e Rosalba Pastena – ASSIF, Associazione Italiana Fundraiser; Massimo Coen Cagli – Co-fondatore e direttore scientifico della Scuola di Fundraising di Roma.

La versione integrale del rapporto “Noi doniamo” è disponibile qui.

Durante l’evento è stato anche presentato il programma delle iniziative Capitale Italiana del Dono 2025 che si svolgeranno nel territorio Irpinia Sannio e saranno realizzate in collaborazione con il Csv Irpinia Sannio ETS.  

Fonte: CSVnet 

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