Un atto d’accusa durissimo, che scuote i vertici della sanità vibonese. L’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (U.I.C.I.) di Vibo Valentia ha deciso di rompere il silenzio con una lettera aperta firmata dal presidente Giuseppe Bartucca, denunciando una situazione definita insostenibile per le persone con disabilità visiva o pluriminorazione. Al centro della polemica, i continui dinieghi e le barriere burocratiche che impediscono l’accesso a cure e strumenti essenziali.
Secondo quanto riportato dall’associazione, ottenere ausili protesici in comodato d’uso gratuito — un diritto garantito per legge — è diventato un’impresa titanica. Molti associati, dopo mesi di attesa per una visita, si vedrebbero negare la prescrizione dagli oculisti dell’ASP senza motivazioni fondate. «Si palesano remore dettate da scarsa conoscenza o pressioni superiori», denuncia Bartucca, sottolineando come la via del disimpegno sia diventata la prassi.
Il dito viene puntato in particolare contro l’Ufficio Protesico di Tropea, accusato di rallentare o bloccare l’iter autorizzativo con eccessivi cavilli burocratici, quasi a voler risparmiare sulla pelle di chi ha bisogno di autonomia e libertà.
Un altro nodo critico riguarda la tempistica delle prestazioni sanitarie. Le commissioni mediche e i CTU richiedono esami strumentali in tempi ridotti, ma l’assenza di una corsia privilegiata rende impossibile rispettare le scadenze. I non vedenti si ritrovano così intrappolati in un paradosso: l’impossibilità di produrre documentazione nei termini indicati porta a inevitabili dinieghi, calpestando i diritti di chi è già provato da gravi patologie.
La nota dell’U.I.C.I. si conclude con un appello alla dignità umana. Ciò che dovrebbe rientrare nella normale gestione amministrativa si è trasformato, a Vibo Valentia, in un percorso a ostacoli che ignora le istanze dei cittadini più fragili. «Non possiamo più tacere — ribadisce il presidente — rispetto a diritti da tempo negati. Non chiediamo favori illegittimi, ma solo la giusta attenzione e il rispetto delle norme».




