Ausili usati, Piazzabile cresce e chiede la collaborazione delle associazioni

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Per una carrozzina si può risparmiare il 50%, per un montascale anche il 70%. Con oltre 2 mila annunci on line e una media di 30 contrattazioni ogni 100 proposte, il sito cresce, ma vorrebbe fare di più. “Chiediamo alle associazioni di collaborare, perché pochi ancora ci conoscono”.
ROMA – Una carrozzina può costare la metà, per un montascale si può risparmiare fino al 70%: niente trucco niente inganno, semplicemente usato. L’idea è di poco meno di un anno fa, ne abbiamo già parlato pochi mesi dopo la sua nascita: nel frattempo Piazzabile è cresciuto e resta il primo e unico sito di commercio dell’usato dedicato solo ed esclusivamente a “tutto ciò che possa essere utile per le persone disabili”, spiega Monica Gavazzeni, che ha dato gambe a questa idea, insieme al suo compagno e alla cugina con disabilità, “musa ispiratrice del progetto”. Non un progetto commerciale, né tanto meno a scopo di lucro, visto che “facciamo tutti un altro lavoro, io dedico a Piazzabile quasi tutto il mio tempo libero e nessuno mette in tasca neanche un euro. Anzi – precisa Monica – semmai ci saranno degli introiti, abbiamo già pensato di investirli per acquistare ausili e materiale da offrire alle associazioni e immettere in un flusso di scambi”.
Gli annunci, in questo momento, superano quota 2 mila: “tanti, ma anche pochi, se pensiamo a quanto potrebbe essere utile questa possibilità, se soltanto fosse più conosciuta”, spiega Monica. Utile, sì, perché se è vero che gli ausili fondamentali li passa la Asl, è anche vero che due sono i limiti che questa fornitura “pubblica” di ausili comporta: primo, “non a tutti vengono passati: serve una percentuale alta di invalidità, per esempio, per ricevere anche una semplice carrozzina. Mentre tanti sono gli anziani che, pur non avendone diritto, tuttavia ne avrebbero bisogno, anche soltanto in certe occasioni. E pochi di loro possono permettersi di comprarne una. E poi – continua – ci sono tutte le disabilità temporanee, quelle da infortunio per esempio”. Ma c’è un altro limite negli ausili “passati” dalla Asl: “sono, per così dire, di base, per non dire obsoleti. Utili per far fronte alle necessità fondamentali, ma non per assicurare quel poco in più che può migliorare, anche di tanto, la qualità della vita: basti pensare alle sedie a ruote da mare, o ai sollevatori, o agli scooter. Sul nostro sito, ciò che pochi possono permettersi diventa alla portata di tanti”.
Piazzabile, in questo senso, si colloca perfettamente all’interno di una tendenza che si sta affermando sul mercato e nei costumi: quella, appunto, dell’usato. “Un tempo ti guardavano male se compravi un vestito o un mobile usato – osserva Monica – Oggi invece è quasi un valore aggiunto. Per gli ausili questo è ancora più vero: l’usato funziona benissimo, spesso è quasi nuovo e in troppi casi finisce in cantina, quando potrebbe essere tanto utile a qualcun altro”. Per questo motivo, “alcuni offrono anche gratuitamente i propri ausili, ma anche in questo caso le richieste potrebbero essere di più. E sarebbe utile che le associazioni ci aiutassero a far scoprire alle persone disabili questa possibilità”. Per quanto “giovane” e ancora poco conosciuto, tuttavia, Piazzabile ha delle percentuali di tutto riguardo: l’11% degli articoli viene venduto, ma per ben il 30% è stata avviata una contrattazione. “E noi possiamo monitorare solo gli scambi che avvengono via mail, mentre non controlliamo i contatti tramite telefono”, precisa Monica. E gli annunci non fanno che crescere, “oggi ci attestiamo su circa 26 al giorno. D’altra parte – osserva – siamo l’unica realtà del genere: anche su siti generalisti come Subito.it si possono trovare ausili usati, è vero, ma la persona disabile può provare imbarazzo nel pubblicare qui il suo annuncio”.
A dare fiducia agli inventori di Piazzabile, ci sono poi “le mail di ringraziamento che ogni tanto riceviamo”, come pure l’interesse dimostrato da alcune associazioni,come la Caritas, che ci ha chiesto aiuto per provvedere ai bisogni di alcune persone da cui avevano ricevuto una richiesta di aiuto. Ora – conclude Monica – ci aspettiamo che il passaparola continui e che la nostra ‘piazza’ sia sempre più popolata”. (cl)
Fonte: Redattore Sociale

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