Tra i Patti siglati finora con il Comune di Catanzaro ce n’è uno che si distingue. E’ del 10 febbraio 2025 ed ha come titolo “Il Giardino degli Angeli”. Gli angeli sono i feti che, fino a qualche tempo fa, venivano seppelliti in fretta, in una fossa comune, in campi anonimi nei cimiteri. Il più delle volte i genitori, devastati dalla perdita del figlio durante la gravidanza, lasciavano che fosse l’ospedale ad occuparsi della “sepoltura”. Di quel figlio morto alla nascita preferivano dimenticarsene – o dare la parvenza di farlo – per mettere fine al dolore.
L’associazione Acquamarina- fondata nel 2008 per dare sostegno alla genitorialità – ha deciso di occuparsi anche di chi vive il dramma del “lutto perinatale”, riconoscendo nella degna sepoltura un percorso doveroso per la rielaborazione del dolore.
Licia Aquino, presidente di “Acquamarina”, mi ha raccontato com’è andata.
“Nel mestiere di ostetrica, che ho svolto per quarant’anni, mi sono resa conto che era insopportabile lasciare nel dolore una mamma che aveva appena perso un figlio. Anche solo comunicare la notizia è devastante, perché richiede molta competenza e preparazione. Ora, rispetto ad anni fa, si sono fatti passi in avanti nella formazione del personale ospedaliero, ma c’è ancora molto da fare, soprattutto nel far prendere coscienza alle mamme, ed alle famiglie, che il dolore va attraversato, e non sotterrato”.
E così sono intervenute “le mamme di Cielo”, che si sono unite ed hanno formato il gruppo “Meteore” all’interno di Acquamarina, per mettersi a disposizione delle altre mamme accomunate dalla stessa tragica esperienza. Sono state proprio loro a denunciare lo stato di abbandono dei tre campi – due al cimitero di via Paglia, l’altro nel quartiere Santa Maria di Catanzaro – disseminati di croci arrugginite a segnalare la presenza di “feti abortivi”.
Inaccettabile. Indecoroso. Le mamme sono ripartite da qui.
E dalla loro indignazione è nata la proposta che è stata presentata al Comune di Catanzaro, e che pochi mesi dopo è stata siglata come “Patto di Collaborazione”. Un accordo che non ha incontrato resistenze per l’alto valore etico e spirituale che lo caratterizza, e che prevede la manutenzione straordinaria dei campi affidata all’ente comunale. Per l’ordinario ci pensano le mamme ed i volontari, che si sono aggiunti man mano che venivano eseguite le prime opere di abbellimento, a partire dal cimitero del quartiere Santa Maria. E presto si dovrebbe cominciare ad operare nei due campi del cimitero centrale, quello di via Paglia.
L’amministrazione comunale, nella persona del Presidente del Consiglio Bosco, ha definito l’intesa con Acquamarina e Meteore “un’iniziativa che assume una grande rilevanza etica e sociale, perché consentirà di rendere più dignitose alcune aree che, all’interno dei cimiteri urbani, meritano specifiche cura e attenzione, come gesto di vicinanza nei confronti di chi ha vissuto una tragica esperienza. Il ruolo delle associazioni, in questo senso, è prezioso perché consente di tradurre, in maniera concreta e sostenibile, un doveroso atto di civiltà e di sensibilità”.
Le croci arrugginite hanno così lasciato il posto a lapidi bianche che riportano il numero per l’identificazione e, nei casi più recenti, anche il nome di chi non ha fatto in tempo a nascere, ma era già vivo nelle menti dei suoi genitori.
E’ stata così restituita la dignità ai “piccoli angeli”, ma anche alle famiglie, che ora hanno un luogo pregno di sacralità in cui piangere.
E se piantumare piante e fiori ha un valore anche terapeutico per le mamme unite dal dolore, la comunità si ritrova a voler fare parte di questo percorso di rinascita.
“C’è sempre qualcuno che offre spontaneamente un contributo a questa causa – chiarisce la presidente di “Acquamarina” – Il fabbro che dona la sua manodopera, i vivaisti che provvedono alle piante a prezzi di costo, i guardiani del cimitero che le annaffiano di propria iniziativa.
E ancora, mamme che fanno donazioni, che a turnazione sistemano le lapidi e le adornano come possono, magari con delle panchine ed un arco per rendere il luogo più accogliente”.
Alcuni genitori non sapevano nemmeno di avere i figli sepolti lì. Ed anche se non possono identificarli, vanno a rendere omaggio con una preghiera, o con la vicinanza a chi vive un dolore più recente.
Altri decidono di aderire all’associazione per sentirsi meno soli.
“Spesso la sofferenza si trasforma in resilienza – continua Licia Aquino – Si impara, infatti, a stare accanto al dolore degli altri e a non averne paura, dopo che si è rielaborato il proprio. E ciò non avviene di certo non parlandone più”.
Ad abbellire il Giardino degli Angeli sarà anche un murales che gli studenti dell’Accademia di Belle Arti, assieme ai ragazzi ospiti de “La Casa di Nilla” gestita dalla cooperativa sociale Kyosei, si apprestano ad eseguire.
Una gara di solidarietà a testimonianza di un’opera semplice, ma che va dritta al cuore.
Non c’è bene comune più nobile di questo. Perché ha a che fare con l’imponderabile che affratella tutti.






