Nel ricordo dell’opera sociale di San Pio l’associazione “Padre Pio” celebra il suo primo decennale

Per il suo decennale l’associazione “Padre Pio” ha voluto “aprirsi” anche al racconto di altre realtà associative che condividono l’attenzione “all’umano e al bisogno”, e che vestono come “seconda pelle” la compassione, sulla scorta degli insegnamenti di San Pio da Pietralcina.

Proprio la figura carismatica di Padre Pio – e la conoscenza personale di don Pierino Galeone – hanno ispirato Maria Teresa Marchetti e Giovanni Monaco a fondare l’associazione che trova nel Centro Ascolto (in via Niccoloso da Recco, nel quartiere Lido di Catanzaro) il suo punto di forza, attraverso l’accoglienza, l’accompagnamento e la consulenza affidata a figure professionali che offrono il proprio sostegno anche nelle situazioni più difficili, quale può essere, ad esempio, una diagnosi prenatale patologica. Il filo diretto con l’Università Cattolica – ed in particolare con la Fondazione “Il Cuore in una Goccia” – è sicuramente un motivo di speranza che l’associazione può dare ad una mamma in ansia per il suo bambino. A dimostrarlo, la presenza – in occasione del decennale che si è celebrato venerdì in due diversi momenti al PM Hotel del quartiere Germaneto, con la conduzione di Domenico Gareri – del professore Giuseppe Noia, docente di medicina dell’età prenatale, affiancato da Anna Luisa La Teano che assieme a lui gestisce la Fondazione. Una testimonianza, la sua, mossa da una fede non comune che guida la mente e il cuore al momento in cui è chiamato, da ogni parte del mondo, a salvaguardare “l’umanità del concepito” con interventi e terapie eseguiti all’interno del grembo materno, anche quando sembra non esserci più speranza. Eppure, molti di quei feti con patologie importanti sono oggi donne e uomini con una vita normale: e nei casi in cui le patologie siano incompatibili con la vita, le mamme che vi giungono sanno di poter trovare nella Fondazione il supporto di cui hanno bisogno per salutare in maniera dignitosa il loro bambino destinato a non farcela.

Ogni goccia prodotta, può avere, quindi, il suo effetto moltiplicatore nel dispensare il bene: anche la professoressa Ornella Parolini, in collegamento dalla Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, voluta proprio da Padre Pio, ha posto in evidenza il vero significato della ricerca scientifica, che è quello del “prendersi cura”, perché parte da un bisogno ed al paziente torna.

L’ospedale fondato da Padre Pio, e frutto di una sua visione profetica, è, del resto, la punta di diamante dell’immensa opera sociale del santo di Pietralcina, che,  nella continua attenzione rivolta ai sofferenti – ha avuto modo di ricordare padre Giacomo Faustini, in rappresentanza di padre Luciano Lotti, segretario generale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio, ed alla presenza di don Antonio Scicchitano, intervenuto per conto dell’arcivescovo Maniago –  ha avuto sempre come punto di riferimento l’amore di Dio. La sua capacità di creare “rete” tra più istituzioni per l’apertura di un ospedale all’avanguardia è anche frutto della capacità di fidarsi dell’imprevedibilità umana, di cui il volontariato è espressione. E la stessa presidente del Centro Servizi al Volontariato “Calabria Centro”, Rita Ciciarello, ha rilevato il ruolo ben preciso del volontariato, che è quello di raccogliere le istanze del territorio e di portarle al tavolo delle istituzioni, nel tentativo di trovare un accordo per il bene della comunità.

La ricca giornata è proseguita al pomeriggio con altre testimonianze e la presentazione dei risultati dei servizi del centro ascolto offerti dai professionisti.

E prima del taglio della torta, l’esibizione canora per i dieci anni dell’associazione da parte del tenore Amerigo Marino e di altri musicisti.

Ufficio stampa CSV Calabria Centro