Fondi strutturali 2014-20: con la partecipazione inizia il cambiamento culturale della regione

ponincontro

Nella fase definita “storica” per le politiche sociali da Gianni Pensabene, portavoce del Forum regionale del Terzo Settore, si inseriscono anche gli incontri programmati con la Regione Calabria per la comprensione, e quindi per l’avanzamento di proposte, dei vari interventi previsti all’interno del Por 2014-20.

Nel secondo degli incontri al Grand Hotel Lamezia, destinato alla descrizione delle attività contemplate negli assi “9” e “10” finalizzate a ridurre il numero delle persone che vivono sotto la soglia della povertà o in condizioni di deprivazione materiale, anche l’assessore regionale Federica Roccisano ha fatto appello alla responsabilità comune delle varie parti che compongono il Terzo Settore per la condivisione degli obiettivi e per la partecipazione ai bandi con l’impiego di una metodologia differente. Non più in rispondenza ad interessi legati alla propria associazione, quindi, ma come parte di un tutto che va a potenziare il welfare regionale, alla luce dei cambiamenti in atto con la riforma del terzo settore che vuole dare risposta ai bisogni dei territori attraverso la partecipazione attiva e propositiva delle realtà associative chiamate ai tavoli di concertazione.

“Concertare” significa anche concentrarsi sulle reali esigenze del territorio in cui si opera, sapendo scegliere tra le diverse azioni che compongono l’asse 9, che, come ha spiegato il dirigente regionale Tommaso Calabrò, vanno dalla promozione della legalità e del riuso con finalità sociali, culturali ed economiche dei beni confiscati alle mafie, ai servizi di cura rivolti ai bambini, agli anziani, alle persone con disabilità, agli interventi per il recupero di alloggi sociali e servizi abitativi da destinare alle categorie fragili ( anziani, donne vittime di violenza, immigrati) ed all’inclusione dei Rom e dei Sinti attraverso il risanamento dei quartieri ghetto. Ma i 210 milioni di euro finalizzati all’asse sull’inclusione sociale potrebbero anche essere ulteriormente incrementati con fondi aggiuntivi: l’importante è che, attraverso l’opportunità che viene dai fondi strutturali europei, si vengano a creare forme di partecipazione che, a detta di Filippo Sestito in rappresentanza dei Centri di Servizio al Volontariato, sono l’unico antidoto contro la non trasparenza. La costituzione di un ufficio per il partenariato in Regione va, del resto, nella direzione dell’implementazione del programma europeo con la collaborazione di tutti. E col cambiamento del capitale umano e sociale si può pensare di modificare l’impianto culturale della regione.

Stampa o condividi